Ieri, ho visto il film, la prima al cinema con la presentazione degli stessi attori, una bell’esperienza, raro che accada in Sardegna una tale possibilità. Ma questo è un film sardo, ambientato in Sardegna, diretto da un sardo e da attori per la maggior parte sardi doc!
Grande orgoglio da parte di no sardi spesso ricordati solo per le grandi spiagge o per luoghi comuni poco edificanti. Il film è in bianco e nero, in primis ho storto il naso perché pensavo ingenuamente che lo rendesse vecchio e meno appetibile, invece è stata una scelta azzeccata soprattutto perché rafforza le qualità tecniche delle riprese che sono innovative moderne e all'avanguardia. Il bianco e nero rafforza l'espressività degli attori che gioca un ruolo principale nel film.
Come dicevo le tecniche di ripresa sono senz'altro recentissime e colpiscono per l'originalità. La trama specialmente per i due filoni sardi pur non originale da uno spaccato della vita di paese ovviamente esasperata ma che presenta comunque delle attualità che ci fanno meditare.
La trama è divisa in tre storie che s’intersecano e che culminano e hanno termine nelle fasi finali del film. Personalmente preferisco i due filoni sardi, sicuramente nella mia preferenza c'è un filo di campanilismo ma anche alcune considerazioni:
Nulla da dire sull'interpretazione magistrale dell'attore. Grande performance ma che a parer mio non arricchisce il film, anzi lo snatura in quanto distrae dalla trama principale ben più consistente.
La trama dell'arbitro è quella che meno si lega, se non sul finale, al film. Certo un nome come Accorsi permetterà comunque al film di essere notato anche in Italia, come lo fu per i Tazenda Pierangelo Bertoli. Capisco comunque la necessità di personaggi noti al grande pubblico in quanto i nostri attori son poco conosciuti e il film avrebbe avuto meno appeal, quindi alla fine era un escamotage necessario. Quello che voglio dire e che i nostri attori non hanno nulla da invidiare a quelli continentali, anzi! Pero ovviamente ruba alla trama principale di possibili scenari interessanti.
Il film mi ha fatto divertire, tante risate ma intelligenti, battute e trovate mai banali, non si forma percorso intuibile stile Hollywood, ma si dipana in maniera opposta dalle aspettative dello spettatore che comunque non ne rimane scontento ma piacevolmente sorpreso.
Il film mi fa riflettere sull'infantilità del genere umano che da un'importanza maniacale a un gioco tralasciando valori ben più importanti. La mancanza dei valori, come il voler “arrivare” a tutti i costi dell’arbitro che pur integerrimo deve sottostare al ricatto scordando il vero motivo che l'ha portato ad arbitrare.
La sotto trama della vendetta è magistralmente riprodotta, particolarmente di effetto sono i colloqui con l'informatore, è il finale tragico consumato nella palese e totale indifferenza che enfatizza il dominio dei futili interessi della società a discapito di umanità e convivenza civile.
Certo è tutto surreale ovviamente ma ci fa comunque riflettere.
La trama principale è ricca e significativa, i personaggi son ben caratterizzati, l'utilizzo degli attori nostrani è stato ampiamente valorizzato secondo le loro caratteristiche:
Jacopo Cullin, trasformista, riesce a creare personaggi divertenti e credibili da grande artista.
Geppy gucciari, mimica e grande dialettica verbale perfetta anche se effettivamente un po’ attempata per il ruolo di amante di Matzuzi, ma come si poteva fare a meno di lei?
Benito Urgu, è la storia della comicità sarda, il nostro guru della comicità che senza alcuna difficoltà rappresenta in scena un personaggio particolarissimo e ben descritto.
Quello che per me è veramente importante è che il fil ma veramente divertire, tutta la sala ha mormorato nello stacco tra il primo e secondo tempo perché veramente si stava divertendo!
A parer mio la miglior produzione sarda e una delle prime in Italia. Data la bravura del registra attendo con impazienza i prossimi film! Ben fatto!
